La Tendinopatia (o Tendinite) Rotulea è un disturbo degenerativo a carico del tendine del muscolo Quadricipite, dal momento che è molto frequente negli sport che prevedono salti è anche conosciuto come ginocchio del saltatore.

 

Se vuoi capire meglio cos’è una tendinopatia in generale, ti consiglio la lettura di questo mio articolo.

 

La causa principale della tendinopatia rotulea risiede nella sollecitazione eccessiva e ripetuta del tendine, che porta le fibre collagene a disorganizzarsi, in partica a “scombinarsi”, riducendo l’efficacia della struttura stessa e causando dolore.

 

I soggetti che soffrono più frequentemente di questa patologia sono coloro che, per motivi lavorativi o sportivi, sollecitano frequentemente questo tendine, ricordiamoci che la sofferenza tendinea è causata da un sovraccarico (troppo sforzo) ma anche da una prolungata compressione.

 

 

Colpisce atleti, spesso giovani, che praticano ad alto livello sport che prevedono salti, quindi l’Atletica in primis, ma anche sport come calcio, pallavolo, basket, tennis e così via, o di persone che trascorrono molte ore piegati, appoggiandosi sulle ginocchia, come elettricisti, idraulici e simili.

 

 

 

 

 

Il dolore è localizzato anteriormente al ginocchio, al di sotto della rotula e, come in tutte le tendinopatie, è esacerbato dal carico (fare le scale, saltare, allenare il quadricipite in maniera specifica) e si riduce con il riposo.

 

La compressione e la palpazione del tendine sono dolorose, in particolare 24 ore dopo l’allenamento.

 

 

 

 

Con il peggioramento della patologia, il dolore interferisce con la normale attività fisica e in casi molto avanzati può comparire anche con un minimo sforzo, fortunatamente però, il trattamento conservativo è generalmente risolutivo, e solo in casi particolari è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.

 

 

Il trattamento riabilitativo prevede all’inizio un riposo attivo, riducendo cioè il carico di lavoro, eliminando o minimizzando i gesti che esacerbano il dolore, senza interrompere l’attività.

 

 

Da subito il Fisioterapista imposterà un programma di esercizio terapeutico personalizzato, dal rinforzo specifico del muscolo quadricipite, ad esercizi di forza funzionale (fare le scale, piegate sul posto), fino ad arrivare all’allenamento della capacità del tendine di immagazzinare e rilasciare energia, ovvero utilizzandolo come una molla, funzione principale di tutti i tendini (esercizi pliometrici, jump training).

 

 

 

 

L’esercizio a carico progressivo è l’unica opzione di trattamento utile sul lungo termine, la buona notizia è che è anche molto efficace nel combattere il dolore, infatti, grazie a meccanismi neurofisiologici, ad una intensa contrazione del muscolo corrisponderà una diminuzione del segnale doloroso inviato al cervello!

 

 

L’assunzione di farmaci antinfiammatori (FANS o cortisonici) risulta utile solo per ridurre il dolore, in quanto si è visto, che è la sollecitazione meccanica e non l’infiammazione a provocare questa patologia, è quindi consigliata solo qualora il dolore fosse insopportabile, lo stesso dicasi per altre terapie passive come Tecar, Ultrasuoni etc…

 

 

Se vuoi sapere i dieci consigli della Prof Jill Cook, ricercatrice Australiana, vera autorità sull’argomento, ti rimando a questo mio articolo.

 

Le tendinopatie sono in generale patologie con una buona prognosi , ma spesso il decorso è lungo, cerca di programmare bene il tuo allenamento, per evitare sovraccarichi e non rischiare di svilupparne una!

 

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