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Abbiamo sicuramente tutti sentito nominare l’osteoporosi, patologia tipica di anziani, donne in menopausa, e come effetto collaterale della chemioterapia.

 

 

In cosa consiste, ma ,soprattutto, l’osteoporosi come si cura?

 

 

Capiamo intanto cosa sta succedendo al nostro corpo!

 

Dobbiamo sapere che le nostre ossa sono composte da una parte interna, spongiosa, avvolta da una porzione compatta, corticale, il tutto ricoperto da uno strato esterno liscio ed omogeneo, il periostio.

 

 

La spongiosa ha una struttura detta trabecolare, quindi come una serie di arcate connesse tra loro.

 

 

 

L’osteoporosi è una riduzione della densità minerale ossea (BMD – bone mineral density).

 

In pratica, significa che le arcate diventano sempre più rade, e di conseguenza l’osso è meno resistente agli shock.

 

La BMD viene misurata con un esame, la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) che ci darà un risultato assoluto e il confronto con la popolazione di riferimento, ovvero la media delle persone del nostro sesso ed età, per poter fare un confronto.

 

 

Cosa si può fare per combattere l’osteoporosi, come si cura?

 

 

Oltre alla terapia farmacologica, ambito di competenza medica, è comprovato che l’esercizio fisico ha effetti positivi sulla densità minerale ossea, nei soggetti sani ed osteoporotici!

 

Ma quali esercizi???

 

Spesso quando si parla di esercizi ed attività motoria in generale, lo si fa in maniera approssimativa, come se una cosa valesse l’altra, ma nulla potrebbe essere più distante dalla verità,

 

 

è vitale che l’esercizio sia mirato al problema specifico!

 

 

L’osteoporosi non fa eccezione, se il problema è sul collo del femore il programma sarà differente rispetto ad una riduzione di BMD vertebrale.

 

Secondo aspetto vitale è il dosaggio, non basta fare un po’ di camminata, alla velocità che capita, è importante una programmazione efficace.

 

Una idea errata che spesso si nota, parlando di esercizi per l’osteoporosi è il pensare che si tratti necessariamente di attività blande, al contrario,

 

 

per stimolare l’osteogenesi è necessario

che i carichi siano più pesanti possibile!

 

 

Nel rispetto della tolleranza individuale, per tale motivo sono preferibili esercizi multiarticolari, che permettono carichi maggiori rispetto a quelli che coinvolgono solo una articolazione.

 

Ovviamente questo non significa attività ad alto impatto, che potrebbero essere anche controindicate nei soggetti osteoporotici, ma non dobbiamo pensare alla semplice passeggiata.

 

Grazie ad una accurata Valutazione Fisioterapica, potremo impostare il programma terapeutico, definendo tipo, intensità, frequenza degli esercizi, in base a capacità attuali, richiesta funzionale ed obbiettivi del paziente.

 

 

L’idea che ci deve guidare è rendere l’esercizio sufficiente a stimolare il rimodellamento osseo, per il carico esterno, per l’impatto, o per la sua intensità.

 

 

Possiamo definire due categorie di esercizi adatti all’osteoporosi:

 

Esercizi aerobici

 

Una attività spesso consigliata ai pazienti è la camminata, che però, pur aiutandoci a mantenere stabile la nostra massa ossea, non raggiunge intensità sufficiente per aumentarla, manipolando alcuni parametri possiamo tuttavia adattarla al nostro scopo, per esempio praticando jogging, facilmente tollerabile data la relativa intensità, ma maggiormente impattante rispetto alla semplice camminata, inserendo magari tratti di cosiddetto “stair climbing”, ovvero fare le scale!

 

Anche una attività in scarico, come il nuoto, può servire, a patto che lo sforzo muscolare e cardiorespiratorio siano consistenti, solo così potremo stimolare il rimodellamento osseo.

 

 

 

Esercizi di Forza

 

Allenare il parametro forza richiede un grande sforzo muscolare, che creerà di conseguenza una reazione a livello articolare e di inserzione ossea, stimolando l’osteogenesi, questo possiamo ottenerlo con diverse attività, in carico, come uno squat con un peso adeguato, a patto di rispettare alcuni parametri:

 

–     Progressione graduale del carico: da un lato ci serve per non esagerare, e prevenire infortuni di vario genere, ma è anche fondamentale per evitare l’adattamento, ovvero quella situazione in cui il nostro sistema neuro-muscolo-scheletrico si è adattato allo stimolo, che smette di essere allenante

 

–     Intensità: dovremmo svolgere compiti che richiedano sforzi al 70-85% del nostro carico massimale (1RM è quel gesto che ci porta causa a sfinimento con una sola ripetizione).

Possiamo considerare circa 2-3 serie da 8-10 ripetizioni, 3 volte a settimana, il carico sembra essere più il parametro più significativo, quindi si usano carichi alti e ripetizioni basse, ovviamente rispettando gradualità e capacità del soggetto

 

–     Specifico, se devo migliorare la BMD dell’anca è necessario coinvolgere i muscoli che si inseriscono sul grande e piccolo trocantere, come i glutei e ileopsoas, se l’osteoporosi è grave a livello vertebrale dovrò coinvolgere invece i muscoli della schiena

 

 

 

 

L’approccio migliore insomma sembra essere la combinazione di diversi stimoli ed esercizi, specifici ma variabili, per stimolare il rimaneggiamento osseo, ricordiamoci che il nostro corpo lavora in maniera economica, e non produrrà mai un tessuto di cui non sente necessità, indipendentemente da quante altre terapie, pur utili, assumiamo.

 

È evidente quanto questo lavoro serva l’aiuto di un professionista, quindi prenota il tuo consulto Fisioterapico, ma nel frattempo continua a muoverti!

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L’osteoporosi

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