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Epicondilite è un termine che si usa comunemente per indicare un dolore laterale al gomito, se il dolore si presenta nella zona mediale (interna) parliamo della sorella meno nota, l’Epitrocleite.

 

Nonostante il suffisso -ite, che richiama un quadro infiammatorio si tratta più propriamente di una tendinopatia inserzionale, ovvero una degenerazione delle fibre tendinee di alcuni muscoli dell’avambraccio che s’inseriscono sull’epicondilo, prominenza ossea situata sul versante laterale del gomito.

 

 

Problemi legati all’inserzione muscolo – tendinea del muscolo estensore radiale del carpo sull’epicondilo sono senza dubbio la causa principale di dolore laterale al gomito.

 

 

 

 

L’origine di una epicondilite è legata ad un uso eccessivo e ripetuto del gomito.Si manifesta particolarmente nelle persone che, esercitando determinate attività sportive (tennis, squash, scherma, arrampicata) o lavorative (muratore, sarta, pittore, cuoco, ecc.), eseguono molto spesso movimenti che interessano gomito, polso e mano.

 

 

L’epicondilite può essere provocata anche dal ripetersi di semplici movimenti, come l’utilizzo del mouse o la digitazione sulla tastiera del computer.

 

 

Generalmente il dolore è localizzato, sul versante laterale del gomito, esacerbato dalla compressione e dall’aumento del carico, nei casi più gravi anche la semplice presa o il sollevamento di oggetti leggeri, come ad esempio una bottiglia, il dolore si riduce a riposo.

 

Nel tipico test clinico per diagnosticare una Epicondilite, il paziente deve provare a estendere il polso e supinare (portare il pollice verso l’esterno) l’avambraccio, contro la resistenza dell’operatore, dolore ed impotenza funzionale, insieme all’anamnesi, ci porteranno alla diagnosi certa.

 

 

 

L’opzione di trattamento migliore per l’epicondilite è un protocollo riabilitativo basato sull’esercizio terapeutico a progressione di carico.

 

 

Ovvero un allenamento del gomito, passando da esercizi più semplici e leggeri, a compiti sempre più impegnativi, in modo da ricondizionare il tendine, arrestando la degenerazione del tessuto, tipica di una tendinopatia.

 

Il programma riabilitativo sarà individualizzato, in base alle richieste del paziente, la progressione andrà da esercizi lenti e faticosi per reclutare il muscolo, ad esercizi dinamici, come la pliometria, per esempio degli slanci dalla posizione di un piegamento, essenziali per gli sport di lancio e di racchetta.

 

La Chirurgia dovrebbe sempre essere l’ultima scelta, si può prendere in considerazione se il trattamento conservativo, con un robusto programma di esercizi, non ha dato risultati dopo sei mesi.

 

 

Se il dolore irradia sull’avambraccio o sulla spalla, e si presenta anche di notte, e, sopratutto non rispetta il parametro fondamentale dei disturbi tendinei, ovvero carico maggiore porta a maggior dolore, e assenza di dolore a riposo, probabilmente il tuo dolore al gomito ha una origine diversa.

 

 

Potresti avere una problematica di cervico – brachialgia (dolore al braccio causato da un disturbo cervicale), una più rara toraco – brachialgia (idem ma causato dalla colonna toracica), una sindrome dello stretto toracico, o, anche se inusuale una manifestazione di un tunnel carpale.

 

 

Il tuo Fisioterapista, in team con il tuo medico di base ed eventuali specialisti, valuteranno il migliore approccio per la condizione specifica.

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Epicondilite (gomito del tennista)

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