Un danno a carico dei tessuti muscolari può essere dovuto a diversi fattori, esistono sostanziali differenze in base alla localizzazione della lesione e alla modalità di infortunio, in questo articolo ci limiteremo quindi, a spiegare cosa è una lesione muscolare in caratteri generali e quali sono i passi da seguire dopo questo infortunio.

Una lesione muscolare avviene solitamente durante l’attività sportiva, la sensazione è quella di una fortissima fitta, seguita immediatamente dall’impossibilità di continuare la prestazione, spesso si cade a terra doloranti, infatti le tipiche zone colpite sono i polpacci, i muscoli posteriori delle cosce (hamstring) e il quadricipite, ma questo problema non risparmia gli arti superiori, colpendo ad esempio il bicipite brachiale.

A seconda della gravità della lesione la sentiremo chiamare con diversi nomi, stiramento, strappo etc, ma la caratteristica fondamentale è la solita, un danno a carico delle fibre che costituiscono i muscoli che creano una diastasi, un allontanamento, delle fibre stesse, immagina una corda, fatta di fili intrecciati tra loro, si possono rompere solo alcuni o tutti i fili, e quanti più sono danneggiati tanto più si allunga la corda.

La dinamica è un sovraccarico del muscolo, quindi una richiesta funzionale troppo alta, ad esempio uno scatto, o un eccessivo allungamento, come nell’atto di slanciare la gamba in avanti. Normalmente oltre al dolore acuto e alla impotenza funzionale noteremo un gonfiore, spesso colorato di rosso, causato dalla rottura delle piccole fibre muscolari e dei loro vasi sanguigni.

Questo tipo di infortunio è molto frequente in chi pratica sport che richiedono gesti rapidi e bruschi campi di ritmo, calcio, basket, corsa (in particolare sprint) sono tra i più importanti, di conseguenza abbiamo una grande mole di letteratura scientifica a cui rifarci, anche se, ciò nonostante, sembra che la frequenza di questo disturbo sia in aumento, e il rischio di recidiva resti altissimo (60% entro 1 mese dalla lesione).

Perché succede questo?

Beh, un po’ come succede per le distorsioni di caviglia gli infortuni muscolari sono spesso sottovalutate nell’atleta amatoriale, che, praticando il fai da te, segue i consigli di: inserire praticone a scelta a seconda dello sport, per esempio quello che stacca 160 kg di panca piana/quello che arriva primo al vertikal/sbizzarritevi voi.

Di solito l’iter è sospendere l’attività per qualche tempo, dai 15 ai 60 giorni, per poi riprendere l’attività, due sessioni tranquille e poi a bomba come prima, per poi stupirsi quando si ha una recidiva, ma dai? Ma nel mezzo avete fatto un sacco di sedute di macchinari dalle mirabolanti proprietà, esercizi? No quelli mi fanno male e sono noiosi…

Non ci è di grande aiuto vedere quello che succede nello sport d’élite, che, si sa, è un mondo a parte, per rimettere in campo un Cristiano Ronaldo qualunque, anche solo un giorno prima, infatti, siamo disposti a qualsiasi terapia, dalla tecarterapia alla placenta di cavallo, ma questo è solo una minuscola parte del lavoro che si fa in un team di alto livello, purtroppo è quello che arriva sui giornali, convincendoci che per recuperare da un infortunio muscolare servano terapie su quella falsariga, non dimentichiamo inoltre che, dati gli interessi in gioco, spesso si forzano i tempi, cosa che potrebbe contribuire a queste statistiche sulle recidive.

Ma quindi, che cosa devo fare per recuperare una lesione muscolare???

Nella prossima parte vedremo i passi da seguire per una guarigione ottimale!

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