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Dopo aver visto quali sono gli infortuni più frequenti in arrampicata, viene naturale pensare a come possiamo evitare di sviluppare queste problematiche!

 

 

 

Per capire che strategie di prevenzione infortuni si possono mettere in atto, è importante capire quali sono i fattori di rischio.

 

Ci riferiamo ovviamente al rischio di sviluppare un disturbo muscolo – scheletrico, e non ai pericoli intrinseci all’attività arrampicatoria ed alpinistica, tema che appartiene alla guida alpina.

 

 

 

Ci baseremo come sempre sull’analisi di numerosi studi pubblicati in letteratura scientifica.

 

 

 

Come già detto nell’articolo precedente, arrampicare in falesia su vie sportive o su plastica è più rischioso, dal punto di vista degli infortuni rispetto allo stile Trad.

 

 

 

Potremmo generalizzare dicendo chi si dedica a vie lunghe con gradi bassi, ad una arrampicata più plaisir per così dire, è soggetto ad un minore rischio di chi si appassiona più al grado, magari passando da un progetto all’altro senza sosta, collezionando infinite e monotone ripetizioni.

 

 

Un secondo aspetto legato ad una maggiore frequenza di infortuni è l’arrampicata in Lead, anche qui possiamo più che altro fare ipotesi del perché.

 

 

 

Salire da primo significa spesso aver visto la via solo una volta o arrampicare on sight, quindi escogitando in tempo reale le strategie per salire, sbagliando e riprovando, il tutto strizzando senza sosta quella minuscola tacca.

 

 

Significa anche aver più paura di cadere e quindi appenderci a quello che troviamo in ogni caso, anche se siamo totalmente sbilanciati con il corpo, anziché lasciarsi andare come magari faremmo se fossimo assicurati dall’alto.

 

 

Indubbiamente arrampicare Lead è più soddisfacente rispetto ad una Moulinette, ma potrebbe essere una strategia efficace se vogliamo provare vie al di sopra del nostro grado, minimizzando il rischio di infortuni, indipendentemente dal fattore sicurezza – volo.

 

 

 

L’ età anagrafica porta a maggiore frequenza di infortuni, i nostri tessuti sono sicuramente meno adattabili e meno forti.

 

 

 

Non significa necessariamente che invecchiando dobbiamo rinunciare al grado (siamo pieni di esempi illustri), ma che abbiamo bisogno di una pianificazione migliore dei nostri allenamenti/uscite, la coperta è un po’ più corta che non a vent’anni!

 

 

 

Inoltre, realisticamente, le persone più avanti con l’età arrampicano da più tempo, e gli anni di esperienza arrampicatoria sono nuovamente un fattore di rischio, indubbiamente perché si sommano i microtraumi dati dalla pratica della nostra attività preferita.

 

 

 

Tanti anni di esperienza significano anche maggiore probabilità di aver subito un infortunio.

 

 

 

Questo, come in tutti gli sport, è il più grande fattore di rischio per subire nuovamente lo stesso infortunio (reinjury) o uno strettamente collegato, con un aumento della probabilità che arriva al 35% in più, ecco perché è così importante la riabilitazione!

 

 

 

Dall’altra parte della barricata abbiamo i giovani e giovanissimi, dai 14 ai 19 anni, particolarmente a rischio essendo ancora in via di sviluppo.

 

 

 

In particolare, i piatti di accrescimento delle falangi sono molto sensibili al sovraccarico e le fratture epifisarie delle dita da stress sono sempre più frequenti, per il grande carico di allenamento e il livello che continua a crescere.

 

 

 

Ultimo fattore di rischio della nostra lista è il grado, forse il più banale, è intuitivo che più si scala sul duro, più è facile farsi male.

 

 

 

Anche la quantità di tempo totale trascorsa a scalare (tra allenamenti, gare etc…) è significativa, moltiplicata per il grado ci fa ottenere il nostro CIS (climbing index score), valore utile nella programmazione degli allenamenti e nella prevenzione infortuni.

 

 

Con tutti questi fattori di rischio ben chiari in testa, parleremo di prevenzione infortuni nella terza puntata dedicata agli infortuni in arrampicata.

 

 

 

 

Jones G, Llewelly D, Johnson MI, Previous injury as a risk factor for reinjury in rock climbing: a secondary analysis of data from a retrospective cross – sectional cohort survey of active rock climbers, BMJ Open Sport Exerc Med, 2015

Woollings KY, McKay CD, Kang J, et al. , Incidence, mechanism and risk factors fr injury in youth rock climbers, BR J Sports Med , 2015

Jones G, et al. , A critical review of he incidence and risk factors for finger injuries in rock climbing, Curr Sports Med Rep. 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I principali fattori di rischio infortuni in arrampicata

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