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La distorsione di caviglia o LAS (lateral ankle sprain) è uno degli infortuni più frequenti, in numerosi sport, come calcio, basket, pallavolo, trail running, in generale è tipica degli sport che prevedono repentini cambi di direzione e/o atterraggi da salti.

 

Il recupero di questo disturbo è relativamente lungo, che passa dalla gestione della fase acuta, si passa alla riabilitazione vera e propria, fino al momento del rientro in campo, ovvero la disponibilità dell’atleta per un allenamento senza restrizioni o una competizione, definito in inglese RTS (return to sport).

Pur trattandosi di un infortunio piuttosto serio, spesso la riabilitazione è frettolosa, e il rientro in campo molto precoce, aumentando così il tasso di recidiva.

 

 

Come si può immaginare, il ritorno allo sport dopo una distorsione di caviglia è un momento critico, in cui, anche in base al livello dell’atleta, entrano in gioco fattori molteplici, diversi da quelli prettamente sanitari.

 

 

 

Come per tutti gli infortuni sportivi si dovrebbero utilizzare dei criteri per decidere, insieme all’atleta e allo staff tecnico, in un processo condiviso, se si è pronti per rientrare in campo al 100%.

 

Negli anni la letteratura scientifica ha proposto numerosi test per valutare la reale condizione del giocatore, ma non è mai stato stabilito un vero e proprio protocollo.

 

 

 

 

Nel 2021 è stato formulato un consensus internazionale, ovvero un simposio di esperti, provenienti da differenti discipline mediche e sportive e geograficamente rappresentativi, che hanno discusso fino ad arrivare ad un accordo su quali fattori di analisi dovessero essere inclusi e quali invece abbandonati.

 

 

Sono stati individuati cinque ambiti di importanza, ogni clinico quindi valuterà quali test o parametri specifici applicare in base al profilo dell’atleta, lo sport praticato, la categoria, l’età e così via.

 

 

Il Fisioterapista dovrà quindi tenere in considerazione il dolore durante l’attività sportiva (P), la funzionalità della caviglia in termini di forza, resistenza potenza e articolarità (A), la percezione di stabilità da parte dell’atleta e la sua condizione psicologica (A), la sua propriocezione e stabilità nei gesti dinamici (S), e le capacità sport specifiche, come agilità, salto, e in generale lo svolgere un allenamento completo senza restrizioni (S).

 

 

 

Sono stati esclusi dai criteri per il RTS le evoluzioni strutturali viste tramite ecografia, dolore alla palpazione, e lassità legamentosa, elementi fondamentali nella diagnosi ma ritenuti inutili ai fini di questa decisione, poiché non sono sport specifici e sembrano procedere passo passo con i miglioramenti funzionali.

 

Gli esperti, infine, non hanno trovato un accordo su due elementi, quindi aspettiamo ulteriori riflessioni e novità dal mondo scientifico per quanto riguarda il gonfiore intra-articolare e il controllo posturale statico, valutare o meno questi due aspetti quindi, sarà una scelta del vostro Fisioterapista.

 

 

E’ importante sottolineare che i test di ritorno allo sport dopo una distorsione di caviglia non sono una barriera finale, devono essere somministrati durante le appropriate fasi riabilitative per valutare l’evoluzione dell’infortunio per guidare il trattamento fisioterapico.

 

 

Grazie a questo consensus ci si aspetta una maggiore omogeneità nei criteri da rispettare prima del rientro in campo, la direzione futura sarà quella di entrare più nel dettaglio, passando dagli ambiti generali a test più specifici.

 

 

 

 

Return to sport decisions after an acute lateral ankle sprain injury: introducing the PAASS framework—an international multidisciplinary consensus, Smith MD, et al. Br J Sports Med 2021;0:1–7. doi:10.1136/bjsports-2021-104087

 

 

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Il ritorno allo sport dopo una distorsione di caviglia

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