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Le abitudini si sa, sono dure a morire, così come alcune credenze che esistono da sufficiente tempo, una che ciclicamente torna alla ribalta è quella che la corsa sia dannosa per le articolazioni, in particolare per le ginocchia.

 

 

Ma le cose stanno davvero così?

 

 

Cominciamo con il dire che praticare la corsa con regolarità ha numerosi effetti benefici, primo dato su tutti la riduzione del rischio di mortalità bel del 27% – 30% – 23%, rispettivamente per cause generali, malattie cardiovascolari, tumori. 

 

Già solo questo fattore dovrebbe essere sufficiente per mettere la corsa nella lista dei buoni propositi, anche perché il dato non sembra essere dosaggio dipendente, i miglioramenti si osservano a partire da 50 minuti alla settimana di corsa, obbiettivo relativamente facile da raggiungere, anche per i pigri cronici e per chi ha una vita estremamente impegnativa!

 

Inoltre i vantaggi correlati alla corsa coprono aspetti muscolari, cardiovascolari, miglioramenti dell’umore e della struttura ossea! Infatti, come tutte le attività in carico, se seguiamo una programmazione e progressione adeguate avremo un effetti preventivo o terapeutico sulla osteoporosi!

 

 

Tutto molto bello direte, ma le mie ginocchia? l’artrosi???

 

Il razionale è semplice, la corsa ha impatto sulle articolazioni, le cartilagine articolare assorbe questo impatto quindi maggiore impatto maggiore degenerazione.

 

 

Ma in medicina servono dei dati, e se andiamo ad analizzare cosa dice in merito la letteratura, notiamo che la corsa ha addirittura un effetto protettivo sulla cartilagine articolare!

 

 

Runners amatoriali hanno una prevalenza del 3,5% di artrosi alle ginocchia, contro un 10,2% nella popolazione sedentaria! Va detto che nel corridore professionista questa percentuale sale un pochino, al 13,3% ma sappiamo bene che lo sport d’élite segue dinamiche differente dal resto di noi comuni mortali, quindi questo dato ci interessa poco.

 

Si è visto come nei primi 16 km di corsa la cartilagine non subisca alterazioni degne di nota, e come anche nelle discipline su lunga distanza la capacità di adattamento e di riorganizzazione della cartilagine sia assolutamente in grado di compensare il grande stress richiesto, uno studio del 2020 ha seguito partecipanti ad ultramaratone osservando cambiamenti nella matrice cartilaginea dopo i primi 1100 km, con completa remissione ai 3500 km e al follow up.

 

 

Il dato che dovrebbe convincere tutti a smettere di sconsigliare la corsa è quello rilevato da runners con artrosi di ginocchio confermata e sintomatica, i partecipanti allo studio non solo non hanno subito peggioramenti nella struttura cartilaginea, ma hanno riferito un miglioramento del dolore confrontati ai soggetti che non praticavano la corsa

 

In definitiva, la corsa amatoriale, anche su lunghe distanze non solo non è da evitare, ma è sicuramente da consigliare sia ai soggetti asintomatici che in quelli con artrosi e dolore alle ginocchia, visti i numerosi benefici, la facilità ed economicità dell’intervento e l’assenza di controindicazioni a livello muscolo – scheletrico. 

 

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Correre fa male alle ginocchia?

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